Il comando di Don Mimì non è un invito: è una sentenza. Anche tra le mura di cemento, il vecchio boss della Sacra Corona Unita conserva un’autorità che scavalca i regolamenti. Cammina nel cortile dell’ora d’aria come un sovrano tra le rovine, animato da una rabbia fredda. La sua città sta per essere profanata, e lui non lo permetterà.
«Portatemi Alì ’o Scimpanzé,» ordina ai suoi luogotenenti. «Ora. Non m’importa se sta pregando.
Lo voglio qui.»
Alì è l’imperatore delle ombre che gestisce l’immigrazione clandestina e il traffico di armi ed esplosivi nella provincia. Per la Polizia è un sospetto affiliato alla galassia jihadista; per la Sacra Corona Unita è una minaccia ideologica che supera il confine del profitto e punta alla distruzione. Il suo soprannome deriva da un’agilità innaturale, che gli permette di risalire le facciate lisce dei palazzi e muoversi nei cunicoli sotterranei della città vecchia, unita a una forza esplosiva nelle mani nodose, capaci di una presa d’acciaio da cui è impossibile liberarsi. È un predatore urbano che non conosce mediazione.
Scortato nel cerchio d’ombra del vecchio boss, Alì non abbassa lo sguardo. Le guardie, insolitamente, guardano altrove; sanno che in quel metro quadro si decide la sicurezza di Bari. Nel volto scavato di Alì brilla la certezza assoluta di chi risponde a una legge divina.
«Voi venite a casa mia a portare la guerra?» esordisce Don Domenico, la voce che vibra bassa. «Pensate che i vostri soldi possano comprare i miei uomini e che il vostro battesimo possa sporcare il nostro mare?»
Alì sorride, un movimento minimo che non distende i lineamenti. «Casa tua, vecchio leone? Questa è solo una gabbia di pietra. La terra appartiene a chi è pronto a morire per essa.»
Don Domenico accorcia le distanze, avvertendo l’odore di sandalo e ferro che emana dall’uomo. «Ascoltami bene, Alì. Se viene toccato anche un solo bambino barese, se una sola scheggia colpisce la Basilica, farò in modo che l’inferno ti sembri un posto accogliente. Tu e i tuoi fratelli non uscirete vivi da questo braccio. Vi scuoieremo prima del tramonto.»
Alì inclina la testa, lo sguardo impassibile. «Il tempo dei vecchi padrini è finito, Domenico. Ora è il tempo dei martiri.»
Mentre i due capi si fronteggiano, nel silenzio del cortile mancano cinque giorni all’atterraggio del Papa. La tensione è un detonatore invisibile: basta una scintilla per far saltare l’intero penitenziario.
Pietro L’Apostata
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Raffaele Nocera
Squadra San Gennaro 01





