su di me

La mia biografia

Chi sono

L’UOMO DIETRO AL ROMANZO

Per quarant’anni il mio lavoro è stato quello di occuparmi di esplosivi e di situazioni nelle quali erano necessarie attenzione, precisione e responsabilità. Accanto a questa esperienza professionale ho coltivato nel tempo la passione per l’arte, la Storia e, soprattutto, la curiosità verso l’uomo e ciò che lo spinge a pensare e ad agire. Per molti anni ho creduto che il mio mestiere fosse semplicemente quello di disinnescare gli ordigni. Oggi, guardando indietro, mi rendo conto che quella era soltanto una parte di un percorso molto più ampio.

LA VITA DELL’ARTIFICIERE

Ho studiato gli esplosivi, la loro chimica, i materiali, i meccanismi e i sistemi di funzionamento, specializzandomi attraverso percorsi formativi internazionali. Ho imparato che, davanti a un ordigno, la precisione non è una qualità, ma una necessità: un errore, spesso, non concede una seconda possibilità. Tuttavia, il mio mestiere non mi ha insegnato soltanto a maneggiare esplosivi, mi ha insegnato soprattutto ad osservare. Un particolare fuori posto, un filo che non dovrebbe esserci, un oggetto insignificante, un comportamento insolito, il silenzio che precede il rumore. Ho imparato che l’esplosione non comincia nel momento in cui arriva la deflagrazione o la detonazione; comincia molto prima. Ed è proprio questa consapevolezza che, anni dopo, avrebbe cambiato il mio modo di guardare il mondo.

IL PERICOLO NON HA SEMPRE UN VOLTO

Nel corso della mia attività professionale ho operato in contesti in cui sicurezza, criminalità, politica e storia si sono intrecciate costantemente. Ho lavorato per la tutela di importanti personalità e grandi eventi, nelle aule bunker durante processi decisivi, mettendo la mia esperienza tecnica a disposizione della Magistratura attraverso perizie e consulenze. Ho incontrato persone molto diverse tra loro: uomini potenti, pericolosi, impauriti, o convinti di non avere più nulla da perdere. Osservandoli ho compreso una cosa che nessun manuale avrebbe potuto insegnarmi: il pericolo non ha sempre il volto che immaginiamo. A volte è evidente, altre invisibile; a volte indossa una divisa, altre un abito elegante; talvolta parla con voce aggressiva, altre con una voce dolcissima. Questa esperienza ha modificato profondamente il mio modo di osservare le persone e gli avvenimenti.

IL FUOCO E LA BELLEZZA

Accanto al mondo degli esplosivi ho conosciuto quello della pirotecnica, frequentando i laboratori di alcuni maestri italiani e scoprendo un’altra faccia della stessa materia: ciò che può distruggere può anche essere trasformato in bellezza. Il fuoco fa paura, certo, ma sa anche illuminare il cielo. Forse è stato proprio questo contrasto a insegnarmi a cercare un equilibrio costante. La fotografia, la buona cucina, la bicicletta e il mare sono diventati, nel tempo, i miei spazi di libertà, i luoghi in cui ritrovare me stesso dopo una vita professionale trascorsa a convivere con la tensione.

DALLA PERIZIA AL ROMANZO

Per oltre quarant’anni ho scritto verbali, relazioni tecniche e perizie: in un certo senso, sono sempre stato uno scrittore, seppur dedito ai tribunali e alla ricerca della verità dei fatti. Poi è arrivato il momento di cambiare e ho deciso di portare nella narrativa ciò che avevo visto, ascoltato e vissuto. È nato così lo scrittore. Nei miei romanzi la realtà incontra la fantasia; i personaggi e le situazioni possono nascere da esperienze vissute, ma vengono trasformati dalla scrittura, con nomi e dettagli modificati per ragioni di rispetto e sicurezza. Il thriller mi permette di raccontare la parte più oscura dell’esperienza umana, fatta di paura, violenza, responsabilità e scelte. Ma, con il tempo, ho sentito il bisogno di andare oltre il romanzo.

DALL’ESPLOSIVO ALL’UOMO

Per tutta la vita professionale mi sono posto una domanda: che cosa può far esplodere un ordigno? A un certo punto ne è nata un’altra: che cosa può far esplodere un uomo? E, infine, una sfida ancora più grande: che cosa può far esplodere una società? È da queste domande che nasce La Filosofia dell’Innesco. Non è un trattato di chimica, né un manuale di psicologia, ma un modo diverso di osservare la realtà. Ho imparato che dietro ogni esplosione esiste sempre qualcosa che la precede: un’energia, una condizione, una sequenza, un elemento che mette in movimento ciò che prima era fermo. E ho iniziato a chiedermi se lo stesso valga per gli esseri umani. Anche noi abbiamo i nostri inneschi: una parola, un’umiliazione, una paura, un’ingiustizia, un desiderio, un ricordo, un’idea o una sofferenza rimasta nascosta per anni. A volte basta un piccolo elemento per trasformare una tensione accumulata in azione.

LA FILOSOFIA DELL’INNESCO

La Filosofia dell’Innesco non è soltanto il titolo di un libro, è diventata il filo conduttore del mio percorso di scrittore: il modo con cui provo a leggere ciò che accade prima dell’evento, della violenza, di una scelta, di una guerra o di un conflitto, prima che una persona o una società arrivi al punto di non ritorno. Mi interessa ciò che accade prima, perché spesso è lì che si trova la spiegazione di ciò che accadrà dopo. Questa prospettiva mi permette di affrontare temi eterogenei — dalla storia alla politica, dalle migrazioni alla responsabilità individuale — ed è da questa idea che nascono i miei saggi. Ognuno affronta un tema diverso, ma tutti partono dalla stessa domanda: qual è stato l’innesco?

DUE STRADE, UNA SOLA STORIA

Oggi il mio cammino si muove su due strade che, in realtà, appartengono alla stessa storia. Da una parte i romanzi, in cui la mia esperienza professionale diventa materia narrativa; dall’altra i saggi, in cui quella stessa esperienza diventa una lente attraverso cui osservare l’uomo e la società. Il romanzo racconta ciò che accade, il saggio cerca di capire perché accade. La narrativa porta il lettore dentro la storia, la riflessione prova a riportarlo indietro alla domanda fondamentale: che cosa è successo prima? Forse è questa la vera evoluzione del mio percorso. Per quarant’anni ho cercato di impedire che qualcosa esplodesse; oggi cerco di capire perché accade, scrutando ciò che ha preceduto il boato. Perché ogni esplosione ha un innesco, e forse anche ogni uomo, ogni conflitto e ogni società hanno il proprio. Questo è il percorso dell’uomo dietro al romanzo.

 

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