di Raffaele Nocera
Operatore IEDD – Consulente tecnico e Perito esplosivista – Scrittore di thriller e autore di narrativa investigativa
SEI SEDIE.
UN SOLO MARE.
E nessuno può alzarsi dal tavolo senza aver ascoltato gli altri.
C’è una casa isolata.
Una vecchia torre sulla collina.
Un grande tavolo.
E sei sedie.
Su quelle sedie non siedono soltanto sei uomini.
Siedono sei mondi.
C’è chi è fuggito dalla guerra.
Chi ha trasformato la disperazione degli altri in un affare.
Chi deve difendere i confini.
Chi prende decisioni da un ufficio lontano.
Chi conosce la paura.
Chi ha passato una vita a chiedersi che cosa accade prima che qualcosa esploda.
Non sono d’accordo su quasi nulla.
E forse è proprio per questo che devono parlare.
Perché da troppo tempo osserviamo il Mediterraneo dalla nostra parte del tavolo.
Lo chiamiamo confine.
Emergenza.
Rotta migratoria.
Sicurezza.
Invasione.
Accoglienza.
Ma raramente ci alziamo dalla nostra sedia per domandarci che cosa vede l’uomo seduto di fronte.
Per qualcuno il Mediterraneo è una frontiera da difendere.
Per un altro è l’unica strada rimasta.
Per qualcuno una barca è un problema politico.
Per chi ci sale sopra può essere l’ultima possibilità di restare vivo.
Ed è proprio attorno a quel tavolo che le parole cominciano a perdere la loro comodità.
Perché è facile parlare di guerra finché non ascolti chi l’ha vissuta.
È facile parlare di migrazione finché non conosci chi ha attraversato il deserto.
È facile parlare di confini finché possiedi un passaporto che ti permette di attraversarli.
È facile dividere il mondo tra vittime e colpevoli.
Molto più difficile è capire che cosa è accaduto prima.
Prima della partenza.
Prima dell’odio.
Prima della paura.
Prima della violenza.
Prima dell’esplosione.
È qui che nasce La Filosofia dell’Innesco.
Dall’esperienza di un uomo che per quarant’anni ha imparato a osservare gli ordigni cercando il punto esatto dal quale tutto avrebbe potuto avere inizio.
Poi, un giorno, quella stessa domanda si sposta dall’esplosivo all’essere umano.
Che cosa innesca un uomo?
Una guerra?
Un’umiliazione?
La fame?
La paura?
La perdita di qualcuno?
Oppure la sensazione, ancora più terribile, che la propria vita non interessi più a nessuno?
Le sei sedie diventano così un luogo impossibile.
Un luogo nel quale persone che nella realtà difficilmente si ascolterebbero sono costrette a rimanere sedute.
A raccontare.
A rispondere.
E soprattutto ad ascoltare.
Perché forse il problema del Mediterraneo non è soltanto ciò che accade sulle sue coste.
È ciò che accade dentro di noi quando smettiamo di vedere una persona e cominciamo a vedere soltanto una categoria.
Migrante.
Clandestino.
Europeo.
Africano.
Musulmano.
Cristiano.
Vittima.
Nemico.
E allora rimane una domanda.
Una soltanto.
Forse la più difficile.
E SE PER CAPIRE IL MEDITERRANEO DOVESSIMO SEMPLICEMENTE CAMBIARE SEDIA?
Non per rinunciare alle nostre idee.
Non per stabilire chi abbia ragione.
Ma per compiere il gesto più difficile.
Guardare il mondo, per qualche minuto, dagli occhi dell’altro.
Le sedie sono immaginarie.
Gli uomini no.
LE SEI SEDIE DEL MEDITERRANEO
La Filosofia dell’Innesco
Raffaele Nocera
Link Amazon : LE SEI SEDIE DEL MEDITERRANEO https://amzn.eu/d/06P0oBgf

