Se l’ispettore Conticchio è la mente analitica della squadra omicidi della Questura di Napoli, il braccio operativo (e l’anima vibrante) è senza dubbio il suo vice, Tonino Imparato.
Fisico asciutto, capello tirato all’indietro con un filo di brillantina che resiste anche ai inseguimenti sul pavé, e due occhi che sembrano radiografie. Tonino non cammina, passeggia con la flemma di chi sa che il mondo, prima o poi, dovrà girare come dice lui. La sua divisa d’ordinanza? camicia sbottonata il giusto e quel profumo di caffè espresso che lo precede di tre metri.
Un investigatore “’o dritto”
Tonino non ha bisogno di supercomputer o algoritmi per risolvere un caso. A lui basta guardare le scarpe di un sospettato o ascoltare il tono di una bugia. È un investigatore straordinario perché possiede la dote più rara: la sapienza della strada. Sa quando spingere e quando offrire una sigaretta.
Quando Conticchio si perde nei verbali, Tonino si alza, si sistema la giacca e sentenzia:
«Ispettò, chisto sta cercando di venderci la fontana di Trevi, ma a noi ci serve l’acqua potabile. Lasciate fare a me.»
La filosofia di Tonino
Per Tonino, il crimine non è solo una violazione del codice penale, è un’offesa al buon senso. Di fronte a un delinquente che tenta una scusa goffa, non perde mai la calma, ma lo fulmina con la sua ironia affilata: «Ma quale alibi e alibi! Tu l’unica cosa che stavi facendo a quell’ora era ’a figura d’o cioccolataio! Vuoi confessare adesso o dobbiamo aspettare il miracolo di San Gennaro?»
Il rapporto con Conticchio
Il legame con il suo ispettore è fatto di sguardi e di un profondo, seppur ironico, rispetto. Conticchio è la legge, Tonino è la traduzione della legge per i comuni mortali.
Ogni volta che l’ispettore si scalda troppo per un intoppo burocratico, Tonino si avvicina, gli posa una mano sulla spalla e, con un sorriso d’oro, lo riporta alla calma:
«Ispettò, fate un bel respiro. ’A gatta frettolosa fece ’e figlie cecate. Jammo a berci un caffè come Dio comanda, e vedrete che il topo cade nella trappola da solo.»
In fondo, Tonino Imparato è così: un uomo che sa il fatto suo, che non si piega davanti ai prepotenti e che, sotto la corazza da duro della Mobile, nasconde un cuore grande così. Ma guai a prenderlo in giro, perché come dice sempre lui prima di un arresto importante: «’A pazziella è bella quando dura poco.»
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