Per anni, Valente era rimasto confinato in un ufficio al Nord a contare faldoni, protetto dallo Stato ma isolato dai colleghi. Era finito in purgatorio perché aveva scelto di essere un uomo invece che un ingranaggio. I clan volevano la sua testa, i colleghi il suo distintivo.
Oggi, però, non serve un santo. Serve quel lupo che sa come ragiona un assassino perché ha mangiato alla sua tavola. Valente è l’unico che può guidare la San Gennaro 01 perché è l’unico che ha già vissuto all’inferno ed è tornato indietro. L’incontro avviene in una sala insonorizzata del Ministero. Attorno al tavolo siedono i vertici della sicurezza e Valente. I direttori di AISI e AISE espongono i fatti – la nuova camorra agisce come service provider. Non sono i mandanti, sono i logisti. L’allarme per il prossimo futuro è cupo. Non si teme più il “lupo solitario”, ma il “modello sciame” – attacchi coordinati ai nodi energetici e digitali nelle nostre città.
“Non stiamo cercando una pistola fumante,” conclude il Direttore dell’AISE, “stiamo cercando di fermare un incendio già appiccato sotto i piedi dell’Italia.”
Il Capo della Polizia si alza e si rivolge a Valente con tono fermo – “Valente, molti qui dentro vedono solo quel fascicolo sporco. Io no. Quella notte sull’Asse Mediano non hai salvato un boss.
Hai salvato la parte di noi che la divisa ci costringe a soffocare: l’umanità. Per questo la San Gennaro 01 è tua. Scegli i tuoi uomini. Se tu ti fidi di loro, io mi fido di te. Ma ricorda, questa è l’ultima spiaggia. Vai a prenderti Napoli.”
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