Zia Carmela e Valente

Zia Carmela non si alzò. Le sue dita tormentavano un rosario di legno scuro appoggiato sul tavolo. Con un cenno indicò una sedia impagliata davanti a lei.

«Valente,» esordì. La sua voce era un sussurro granuloso. «A Bari si dice che quando il mare è agitato, i pesci grandi restano sul fondo. Tu, invece, sei venuto a galla. Cosa ti porta a disturbare il silenzio di una vecchia?»

Valente si sedette, senza fretta. Appoggiò le mani sul tavolo, mostrando di non avere nulla da nascondere, ma senza abbassare la guardia. Guardò dritto negli occhi di Carmela, due fessure cariche di una saggezza feroce.

«Il mare non è solo agitato, Carmela. È inquinato. Ci sono squali che vengono da lontano, gente che non rispetta i vostri confini né le nostre leggi. Gente che vuole trasformare la Basilica di San Nicola in un cumulo di macerie.»

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Raffaele Nocera

Pietro L’Apostata